Escursioni nel territorio del Comprensorio

              
 
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Da Uscio a Colle Caprile
 
La breve escursione si svolge lungo il crinale tra la vallata del Torrente Recco e la Val Fontanabuona, su buone mulattiere e sentieri, in ambiente boschivo, particolarmente rigoglioso sul ripido versante esposto a settentrione, a causa dell’elevata umidità del versante stesso.. L’interesse particolare è legato alle antiche cave di ardesia, da tempo abbandonate a causa dell’accesso disagevole, lontano dalle strade carrozzabili di fondovalle. Dal Colle Caprile 450 m, il ritorno a Uscio si svolge lungo la strada carrozzabile (2 km circa).
 
Da Ruta al Monte Caravaggio
 
Il Monte Caravaggio 627 m è detto più propriamente Monte Orsena, tuttavia è più conosciuto col nome dianzi riportato, poiché al suo sommo sorge il santuario montano dedicato a N. S. di Caravaggio. Esso domina da Est la vallata del Torrente Recco, mentre sul versante opposto si spalanca sul bacino del Tigullio, configurandosi come notevole punto panoramico. L’escursione prende le mosse dal valico stradale di Ruta e, dopo aver lambito la celebre “Chiesa Millenaria”, si snoda nei pressi del crinale, lungo un buon sentiero in ambiente di bosco misto e di radure prative. L’escursione risulta assai varia, relativamente lunga ma, stante il dislivello contenuto, non faticosa.
 
Da Recco al Redentore
 
La breve escursione permette di realizzare un percorso anulare alle immediate spalle della cittadina di Recco, lungo il contrafforte che, staccatosi dalla Catena Costiera presso il Monte Cornua, separa il bacino idrografico di Recco da quello di Sori. La meta è rappresentata dalla località Il Redentore, così detta per la presenza di un caratteristico monumento su cui è impostata, in curiosa posa diagonale, la croce con Gesù Cristo. Detta località è situata in posizione panoramica, al sommo della prima elevazione del crinale, con significativa vista sul mare; il percorso si snoda in ambiente caratterizzato da grande varietà di specie vegetali.
 
Da Uscio a Rapallo
 
Il percorso, assai panoramico, segue in parte il crinale che separa la vallata di Recco dal bacino del Tigullio; successivamente, raggiunto il caratteristico villaggio di S. Lorenzo della Costa, si abbassa verso Rapallo lungo il contrafforte, tutto a villette e coltivi, che divide il bacino di Rapallo da quello di S. Margherita. Nella prima parte dell’itinerario, una digressione condurrà sulla vetta del poco conosciuto Monte Bello 713 m, che si affaccia col suo ripido versante settentrionale alla Val Fontanabuona.
 
Da Uscio a Recco
 
Traversata interessante e poco faticosa, che attraversa ambienti assai diversi tra di loro, dalle steppe dei più elevati pendii al bosco misto delle quote intermedie, fino alla rigogliosa macchia mediterranea che s’instaura con l’approssimarsi della costa marina. L’itinerario tocca la storica località Cornua, già importante punto d’appoggio dell’antica viabilità, per poi seguire il panoramico crinale che separa i bacini di Recco e Sori, transitando dalla località Il Redentore (già descritta in precedenza).
 
Da Pànnesi al Monte Croce dei Fò
 
L’itinerario si svolge a cavallo di ben quattro bacini idrografici, raggiungendo la vetta del Monte Croce dei Fò 975 m che rappresenta il punto più elevato della parte occidentale della Catena Costiera. Esso prende le mosse da Pànnesi, caratteristico villaggio montano in comune di Lumarzo, toccando nel proprio sviluppo il piccolo insediamento di S. Alberto di Bargagli, quest’ultimo affacciato sulla Val Bisagno. Dopo la salita al gran cupolone erboso del Monte Croce dei Fò, si transita dai siti dedicati alle osterie del Becco e del Cornua, ambedue tradizionali punti d’appoggio dell’escursionismo di un tempo; tornati sul versante Fontanabuona, un percorso trasversale riconduce a Pànnesi, chiudendo l’anello.
 
Da Uscio a Rapallo (Monte Pegge)
 
Escursione impegnativa, che permette di raggiungere due vette tra le più rappresentative della zona: il Monte Manico del Lume 801 m, che costituisce la massima elevazione del settore orientale della Catena Costiera, e il Monte Pegge 774 m, sempre più frequentato grazie al rifugio, realizzato pochi anni orsono, situato nelle immediate vicinanze della cima. Pur non presentando difficoltà tecniche in senso stretto, ed essendo sempre dotato di segnavia, tuttavia l’itinerario si svolge in parte su terreno impervio; in particolare, i tratti rocciosi discontinui che precedono la cima del Monte Manico del Lume sono attrezzati con catene fisse. Da ambedue le cime, stante la loro posizione eminente, il panorama è di grande suggestione.
 
L’anello di Coreglia Ligure
 
L’itinerario rappresenta un inconsueto approccio al noto Santuario di Montallegro 612 m, situato in eccellente posizione panoramica, a dominare geograficamente e spiritualmente il Golfo del Tigullio. Il percorso, che per buona parte interessa il versante di Val Fontanabuona, ricalca un’antica via di comunicazione tra la Fontanabuona stessa e Rapallo, svolgendosi nel fresco ed ombroso versante settentrionale del Monte Rosa 692 m, la cui vetta sovrasta di poco il Santuario e ad esso è collegata tramite una via Crucis. Successivamente, sarà possibile raggiungere, con non lunga digressione, la panoramica vetta del Monte Pegge 774 m.
 
Traversata dell’Area Contigua
 
L’itinerario permette il giro completo dei monti che racchiudono il bacino di Rapallo, raggiungendo le sommità più elevate e toccando sia il santuario montano di N. S. di Caravaggio, sia il più noto ed importante Santuario di Montallegro. Nella sua parte centrale, il percorso ricalca quello già descritto in “Da Uscio a Rapallo (Monte Pegge)”, scavalcando pertanto il Monte Manico del Lume 801 m, che costituisce il punto più elevato dell’area; stante la sua posizione eminente, da esso di gode un panorama ampio e istruttivo. Raggiunto quindi il Monte Pegge, sempre con percorso assai arioso e panoramico lungo il crinale, l’itinerario prosegue verso il Santuario di Montallegro, nei cui pressi comincia ad affermarsi la vegetazione mediterranea, a discapito del bosco misto tipico della fascia altitudinale soprastante. La discesa verso Rapallo si volge lungo il tradizionale itinerario di pellegrinaggio, per larga e comodissima mulattiera lastricata; lungh’essa, le improvvise visuali del mare sempre più vicino, laddove la folta vegetazione si dirada, annunciano la fine del lungo e suggestivo percorso.
 
L’anello di Zoagli
 
Il percorso si snoda alle spalle di Zoagli, dapprima per la fresca valletta percorsa da un suggestivo rio che sale al borgo di Semorile, quindi raggiungendo lo spartiacque con la Val Fontanabuona al P.so dell’Anchetta. La discesa avviene toccando la boscosa spalla del Monte Rocasse, quindi per la cappella della Madonnetta, nell’alta e silvana quiete di leccete e oliveti; da essa, l’itinerario cala trasversalmente a Zoagli, realizzando così un interessante anello.
 
Da Tribogna al Manico del Lume
 
Anche questo itinerario raggiunge la prestigiosa vetta del Monte Manico del Lume 801 m, prendendo tuttavia le mosse dal suo lato settentrionale, affacciato sulla Val Fontanabuona; in esso, l’ambiente è assai differente dalle steppe cespugliose del ben più frequentato versante S, sia per la maggiore inclinazione dei pendii sia, soprattutto, per il clima assai più fresco e umido, che favorisce l’instaurarsi di una ricca e intricata vegetazione arborea. Raggiunto il crinale, il percorso presenta gli impervi e rocciosi tratti, resi elementari dalla presenza delle catene fisse, che accrescono il fascino del Manico del Lume: dalla cui vetta il panorama circolare è di prim’ordine.
 
Da Recco a San Fruttuoso
 
L’Area Contigua si salda idealmente e geograficamente al Parco di Portofino propriamente detto, in questo percorso nel quale è bene non dimenticare il costume da bagno: infatti, esso si conclude nella famosissima baia di S. Fruttuoso, donde, per il ritorno, sarà possibile usufruire del servizio di traghetti. Nella sua prima parte, l’itinerario raggiunge il Monte Orsena 627 m, sormontato dal Santuario di N. S. di Caravaggio, percorrendo il boscoso versante recchese della montagna. Da esso, si traversa al valico di Ruta, transitando presso la celebre “Chiesa Millenaria”; raggiunta quindi la località Pietre Strette, un’ombrosa e fresca valletta, in costante discesa, conduce al mare.

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